Il mare a destra è il titolo del mio primo libretto di versi. Era – ed è – un’indicazione di direzione (verso nord, guardando dritti davanti a sé, per un marchigiano), una sorta di reale e simbolica invitation au voyage. Nel corso degli anni ho capito che Il mare a destra può anche essere, al contrario, una stringata dichiarazione di appartenenza, un modo per cercare di dire quello che siamo senza ricorrere alla retorica tribunizia e ambigua dell’ “identità”.
Il mare a destra, per le auto che sfrecciano sulla sinistra, è un’apparizione, un’immagine transitoria; per le luci che stazionano sul lungomare, al centro e sulla destra, è invece una certezza, una conferma quotidiana del fatto di essere vivi. Per chi guarda da là sopra, come si vede, è entrambe le cose.
Per questo motivo ilmareadestra cercherà di non essere né esclusivamente transitorio (come troppe parole che si riversano on-line) né esclusivamente statico (come un sito), ma entrambe le cose insieme. Credendo fermamente nel dialogo autentico, i commenti non saranno attivi. Il paradosso è tale solo in apparenza, perché il dialogo richiede disponibilità a comprendere le ragioni dell’altro e tempo necessario per leggere e ribattere con precisione. Non potendo disporre di almeno uno di questi requisiti, preferisco affidarmi alla forma più antica e affascinante di dialogo, quella della corrispondenza personale.
È possibile segnalare eventi, letture, festival o quant’altro usando l’email, con l’avvertenza che le segnalazioni verranno pubblicate solo se ritenute in linea con lo stile e i contenuti di questo luogo.
MG
[foto di Massimo Gezzi - Torre di Palme, veduta notturna].
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