Si è svolto ieri a Macerata il bel convegno in ricordo di Remo Pagnanelli, intitolato In quel punto entra il vento. Ne siamo tutti usciti, credo, con la convinzione rafforzata che il poeta e critico marchigiano resta e resterà una figura importante, da rileggere e rimeditare con passione. Gli atti della giornata di studi verranno stampati tra qualche mese dalla casa editrice Quodlibet, di Macerata. Questa è una foto finale d’insieme, in cui non compaiono Andrea Di Consoli, Danni Antonello, Andrea Ponso, Massimo Sannelli, Stefano Simoncelli e io (dietro l’obiettivo).

Da sinistra verso destra: Daniele Mencarelli, Gianfranco Fabbri, Guido Garufi, Sabina Pagnanelli (sorella di Remo e straordinaria organizzatrice della giornata di studi), Francesco Scarabicchi, Filippo Davoli, Lucia Tancredi, Amedeo Anelli, Giancarlo Sissa, Maria Lenti, Andrea Gibellini, Massimo Raffaeli, Daniela Marcheschi, Roberto Galaverni (in movimento) e Umberto Piersanti (a metà).

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Tentativo (fallito) di aggirare con te il monologo

Sulla sedia del bagno dove da molte ore
………………………….(non devi essere in altri posti)
perché è sempre questo il punto che compete al pensiero,
pronta con lo specchio in mano ad inoltrarti
nel buio più esteso di altre volte,
……………………………………pronta e scattante,
si fa per dire, nell’unico esercizio possibile agli appiedati,
vera fanatica del sonno, per quali sconosciute vie
come sul fianco del bosco all’età di pochi pochissimi anni
nera di paura…
…………………………………………………fino a quando
evitando ogni forma di esoterismo
…………………………………………………durerà, vorrei
consolarti almeno con qualche spiritosaggine,
di quelle che sai, invece altre storie del tutto idiote
di peso mi prendono e trascinano
………………………………………………..finché si torna
malgrado tutto e la stanza e il posto non possono
essere aggirati ancora. In quel punto
entra il vento.

(da R. Pagnanelli, Dopo, Forum, Forlì 1981).