In omaggio al mareadestra, pubblico con grande piacere una traduzione inglese della poesia da cui è tratto il titolo della mia raccolta del 2004, e di riflesso anche quello di questo blog. La traduzione è del mio amico narratore Dave King (che Michael Cunningham ha defintio «una tra le voci più vivaci e brillanti della nuova narrativa americana»), il cui apprezzato romanzo, The Ha-Ha, è stato appena pubblicato da Fazi Editore, nella traduzione di Thomas Fazi.
Prima l’originale:
Congedo da riva e orizzonte
And out of the swing of the sea
(G. M. Hopkins)
Ma a che cosa potranno servire questi segni?
I muri non salgono, non ci sono
nemmeno i mattoni. Il treno ogni volta
aspetta alla stazione, ma il viaggio
si è fatto meccanico, percorso prevedibile
da ripetere a mente. Il carillon delle stagioni
riporta le sue musiche autunnali: ieri notte,
mentre ci amavamo, una ipnotica grandine
di gocce ripeteva i nostri nomi,
e una vampa di pioggia colorava
di spessore l’arancione dei fanali.
Anche per la pioggia meraviglia. Anche
per la quiete momentanea di una stanza,
prima che il mare a destra ritorni
a tracciare sul vetro le sue ostinate
due righe di saluto.
.
Ed ecco la traduzione di Dave King:
Farewell to the shore and the horizon
And out of the swing of the sea
(G. M. Hopkins)
For what use are such gestures?
The walls don’t rise, there aren’t
even any bricks. The train waits
each time at the station, but the trip’s
become mechanical, a route foreseeable
for being known by heart. The season’s bells
send forth autumnal music: last night,
while we made love, a hail of drops,
hypnotic, tolled our names,
and a flash of rain diffused
the orange of the lights.
Wonder also at the rain. And at
the passing stillness of a room,
before the right-hand sea returns
to trace upon the glass
two stubborn lines of greeting.
.
Thanks, Dave!


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